Tutti a casa di Mario Giordano

Pubblicato da Daniela Paola Micheli - il 21 aprile 2013 10:19
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Se avete comprato una casa pagandola fino all’ultimo centesimo, siete fessi. E se avete investito nelle quattro mura i risparmi di una vita, siete fessi al quadrato.

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Perché gli altri che fessi non sono, cioè i furbi, quelli che contano, che sanno muoversi, che hanno un papà importante o un marito ministro, quelli che conoscono o sono conosciuti, quelli che gestiscono il potere o perlomeno lo frequentano, la casa l’hanno avuta in ben altro modo. E, sicuramente, facendo meno sacrifici di voi.
Il presidente del Senato e quello della Corte dei conti, lo sceriffo di Equitalia e il grande sindacalista, l’ex presidente della Consob e quello della Lega Calcio, il medico del Papa e il magnifico rettore, l’ex ministro dell’Economia e il capo dell’Inps, gli alti burocrati e i grand commis di Stato, il rampollo del senatore e la figlia del deputato, le star del cinema e quelle della musica: ecco alcune delle tante persone citate in questo libro.
Sono diverse per età, formazione culturale, ruolo e partito politico, ma hanno tutte una passione in comune: quella per il mattone.
Comprano molto e, soprattutto, comprano con lo sconto, spesso da un ente pubblico previdenziale: 30, 40, fino al 70-80 per cento in meno del valore di mercato.
Risultato: quello che è accaduto negli ultimi vent’anni in Italia è un vero e proprio saccheggio del nostro patrimonio immobiliare, avvenuto quasi sempre nel rispetto della legge, ma con meccanismi incredibilmente perversi che questa sconvolgente inchiesta vi svelerà. Per esempio, com’è possibile comprare una casa dal Comune di Roma pagandola 26.000 euro, cioè meno di un camper? Perché esistono interi palazzi di Roma che, appartamento dopo appartamento, vengono comprati e rivenduti lo stesso giorno? Dall’appartamento «a sua insaputa» di Scajola ai villoni di Lusi e Fiorito, negli ultimi tempi i potenti hanno dimostrato un debole per il settore immobiliare. Ma non avremmo mai immaginato fino a che punto.
E siamo sicuri che anche voi rimarrete stupiti se avrete la forza di arrivare all’ultima pagina di questo primo rapporto completo sulla gigantesca depredazione immobiliare del nostro Paese: una denuncia forte e chiara, scritta con un linguaggio incisivo e brillante, che non si ferma di fronte a nessuna porta e a nessun portone, fa nomi e cognomi, elenca cifre e dati precisi, tirando fuori casi assolutamente inediti e documenti esclusivi.
Un libro che mette a nudo tutta la verità sulle case, senza diventare mai un mattone. E che dimostra che non è vero che i politici non risolvono mai nessun problema: quello della casa l’hanno risolto benissimo. Solo della loro, però.

 

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6 Commenti

  • Marcello Mastrogiovanni

    MARIO GIORDANO.SEI UN MITO.TI SOSTERRO' SEMPRE NELLA TUA LOTTA

  • Spero non arrivi nuovamente una dittatura perchè in quel caso tutto sarà ridato con prepotenza alla nazione..E al contrario la Nazione arricchirà al posto di pochi privilegiati che pensano al loro interesse personale, senza pensiero verso il futuro dei cittadini.

    • Dittatura non significa passato, significa ordine e unità..Il passato non deve fermare il futuro ma insegnare a migliorare gli errori fatti.

    • Ho fatto un sogno , un paese era governato da una dittatura del popolo, non violenta, non razzista, non chiusa, ma seria e con principale mire verso progresso ecologico, scientifico, sanitario, agricolo..Dittatura era la parola che usiamo noi, ma per quelli di questo sogno era solo serietà e onore, unità e altruismo, comunità e legalità, rispetto e memoria, collaborazione e interesse collettivo, innovazione sana e decisa..Non era una parola che tutto da ad intendere di precostituito ma nulla da da capire di realistico e nuovo.

  • Ho fatto un sogno , un paese era governato da una dittatura del popolo, non violenta, non razzista, non chiusa, ma seria e con principale mire verso progresso ecologico, scientifico, sanitario, agricolo..Dittatura era la parola che usiamo noi, ma per quelli di questo sogno era solo serietà e onore, unità e altruismo, comunità e legalità, rispetto e memoria, collaborazione e interesse collettivo, innovazione sana e decisa..Non era una parola che tutto da ad intendere di precostituito ma nulla da da capire di realistico e nuovo.

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