Alla corte di Versailles vigeva un’etichetta rigida e pressante che regolava la vita dei sovrani 24 ore su 24, rendendo le loro abitudini quotidiane un pubblico spettacolo cui in tanti potevano assistere.
Ciò valeva anche per i pasti: Luigi XVI e Maria Antonietta, seduti su poltrone simili a troni, il re sempre a destra della regina, erano tenuti a consumare il pranzo e la cena davanti a un consistente numero di spettatori.
Alle loro spalle, in piedi, stavano i nobili, di fronte, sedute, le principesse e le duchesse; i cortigiani e tutti i cittadini adeguatamente vestiti, potevano sfilare davanti alla coppia reale per assistere allo spettacolo dei loro pasti.
Se Luigi XVI mangiava sempre con notevole appetito, incurante del possibile giudizio di chi lo attorniava, sua moglie non riusciva a fare lo stesso, accontentandosi di poco o nulla, non tanto per non rovinare l’invidiabile linea, ma perché non riuscì mai ad abituarsi alla costrizione di dover mangiare in pubblico.
Così, nell’ attesa che il marito terminasse il pasto, la regina parlava amabilmente e volentieri con le persone presenti.












