Nel mio blog ho dedicato molti post a Maria Antonietta, la sfortunata regina di Francia ghigliottinata durante la Rivoluzione; è un personaggio femminile che amo molto, anche perché la Storia ce ne ha tramandato un ritratto distorto, poco veritiero, ingiusto sotto molti aspetti: contrariamente a tanti luoghi comuni sul suo conto, Maria Antonietta fu una donna coraggiosa, sensibile e di grande generosità.
Riporto ora un aneddoto utile a capire la personalità della giovane sovrana.
Un giorno, mentre seguiva il re nella sua solita battuta di caccia quotidiana, un contadino fu ferito da un cervo infuriato, e la regina dette immediatamente ordine di fermare il calesse su cui viaggiava per occuparsi personalmente dello sfortunato.
Con l’aiuto dei paggi e dei servi che l’attorniavano, fu costruita una portantina con i rami degli alberi e venne chiamato un chirurgo che medicò la vittima; Maria Antonietta accompagnò poi a casa personalmente il contadino, colmandolo di tutte le cure e attenzioni di cui aveva bisogno.
La regina non badò al proprio status, al ruolo politico e istituzionale che ricopriva, né al rango cui apparteneva, fatto assolutamente straordinario a quell’epoca e in quel tipo di società.












