L’Imperatrice d’Austria Maria Teresa fu un’abile politica e una madre piuttosto severa (ebbe 16 figli).
Costretta a dare in sposa la quattordicenne Maria Antonietta al Delfino di Francia per rinsaldare i legami tra le due Nazioni, non smise mai di preoccuparsi dell’educazione e della condotta di vita della giovane, consapevole della sua esuberanza caratteriale e dell’oggettiva difficoltà che avrebbe incontrato nell’assumersi tanto presto enormi responsabilità.
Per questo le scriveva continuamente, rimproverandole spesso eccessi ed errori, e tentando di indirizzarla verso un contegno che riteneva consono a quello che avrebbe dovuto tenere una grande regina.
Se l’equilibrio rappresentava la principale caratteristica dell’indole di Maria Teresa, sobria e contraria ad esagerazioni di ogni tipo, all’opposto, Maria Antonietta poteva essere definita un “ciclone”: entusiasta e allegra per natura, pronta a sperimentare e attratta dalle novità, si lasciò immediatamente conquistare da certe vezzose abitudini delle cortigiane francesi, causando la disapprovazione della serissima genitrice.
La quale, soprattutto, non riusciva a tollerare nella figlia la fissazione della moda e la conseguente mania di seguirla a tutti i costi, a volte rasentando il ridicolo.
Come accadde, ad esempio, nel periodo in cui a Versailles furoreggiavano improbabili pettinature che rendevano le signore più grottesche che belle; quando Maria Antonietta si aggirava tra i saloni della reggia, non si vedeva altro che una foresta di piume ondeggianti avanti e indietro.
E quando ebbe la brillante idea di inviare alla madre un ritratto che la raffigurava con fiori, frutta e metri di nastro sulla testa, il desolato commento dell’Imperatrice non tardò a venire:
“Non mi pare che debba vestire così la sovrana di una grande Nazione – scrisse – la moda è da seguire non da esagerare. Una regina graziosa non ha bisogno di tutte queste pazzie sulla testa”.












