Sussistono ben pochi dubbi sulle cause che provocarono la morte dell’Imperatore Claudio (10 a.C.-54 d.C.): quasi certamente, fu avvelenato per volere della moglie Agrippina Minore (15 d.C.-59 d.C), che era anche sua nipote carnale e madre del giovane Nerone, avuto da Enobarbo.
Agrippina era una donna smisuratamente ambiziosa, che non aveva esitato a sposare l’anziano zio e che, incontentabile, era pronta a qualsiasi stratagemma, anche il più sporco, al fine di spianare la strada per il trono al figlio di primo letto, attraverso il quale avrebbe raggiunto il massimo potere concesso a una donna di Roma; fu questo il movente dell’omicidio del consorte.
Claudio era noto per la golosità, e in particolare, tutta la corte sapeva quanto fosse ghiotto di funghi, il cibo che preferiva su tutti gli altri; consapevole della debolezza culinaria del marito e decisa a sfruttarla, la spietata Agrippina scelse, pare personalmente, le varietà di funghi più velenosi reperibili e fece preparare un piatto che l’ignaro Imperatore divorò con incredibile appetito.
Fu l’ultimo: Claudio accusò un malore e subito dopo morì, lasciando il diciassettenne Nerone imperatore della città.












